La gestione forestale sistemica nei parchi: un problema irrisolto

Orazio Ciancio

Abstract


La legge sulle aree protette 394/91 pone dei vincoli all’uso delle risorse naturali nei parchi. L’uso a fini produttivi e protettivi del bosco ancor oggi è regolato da norme di tipo proscrittivo: ciò che non è vietato è permesso. Tuttavia, una gestione di questo tipo non corrisponde più alle richieste che salgono dalla società. Occorrono norme atte a impedire perturbazioni e squilibri. Ovvero, norme di tipo prescrittivo: ciò che non è permesso è vietato. La gestione forestale attuale si basa sulla concezione dominante della cosiddetta selvicoltura classica e dei formali canoni dell’assestamento forestale. Occorre, invece, essere consapevoli che il bosco non è un semplice aggregato di alberi, ma è un sistema biologico complesso, un sistema autopoietico, adattativo che impara ed evolve. In questa nuova visione, occorre individuare un nuovo approccio che tenga conto del valore complessivo del bosco e adottare una nuova prospettiva filosofica nei confronti della Natura. Il progresso delle scienze forestali induce a ritenere che nell’interesse generale si debba operare secondo i canoni della silvosistemica, cioè una “selvicoltura estensiva”, in armonia con la natura, che tiene conto dei complessi equilibri bioecologici in costante dinamismo con l’ambiente. La silvosistemica riconosce all’uomo, nella sua dimensione culturale, il ruolo di membro consapevole della comunità biologica. Nei prossimi anni è molto probabile che le vere battaglie ecologiche domineranno l’agenda politica a livello mondiale. In questo quadro le foreste avranno un peso determinante per la salvezza del Pianeta. Fra molti lustri una scelta possibile sarà quella di considerare tutte le foreste di origine naturale come un Parco ecologico.


Keywords


gestione forestale; gestione sistemica; preservazione; conservazione

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