L'impatto dei cervidi sulla rinnovazione artificiale di abete bianco. Primi risultati di una prova di impianto a piccolissimi gruppi.

Silvia Fiorentini, Niccolò Degl'Innocenti, Luigi Bartolozzi, Giovanni Galipò, Davide Travaglini, Susanna Nocentini

Abstract


Si esamina un caso di rinnovazione artificiale di abete bianco impiantata a piccolissimi gruppi a seguito di un taglio raso effettuato nel “Silvomuseo” di Vallombrosa, dove l’obiettivo è quello di conservare la fisionomia strutturale, paesaggistica e culturale delle abetine attraverso la conservazione del trattamento tradizionale. Il rilievo ha previsto il censimento totale dei gruppi di abete bianco derivanti dalla piantagione. Per ogni piantina è stata rilevata l’altezza, la posizione all’interno del gruppo di rinnovazione, la presenza di impatti da cervidi. A sei anni dall’impianto quasi tutte le piantine di abete sono state interessate dalla brucatura e molte piantine hanno modificazioni strutturali del fusto in reazione alla brucatura apicale passata. La maggior parte non raggiunge l’altezza di un metro, significativamentepiù bassa rispetto all’altezza rilevata all’interno di un’area recintata utilizzata per confronto. La posizione delle piantine all’interno dei gruppi non influenza l’altezza e la presenza di impatti. Gli individui che si trovano in gruppi formati da un numero inferiore di piante presentano però altezze maggiori e un minore numero di impatti. Si conclude che in una situazione ambientale di massima predisposizione all’impatto dei cervidi, come quella analizzata,la rinnovazione artificiale di abete bianco è fortemente condizionata dalla brucatura con notevoli ripercussioni sulla conformazione delle piante e soprattutto sullo sviluppo delle altezze. La particolare modalità di impianto adottata nel caso di studio non sembra, almeno allo stato attuale, aver ridotto l’impatto dei cervidi.

Keywords


abete bianco; Abies alba Mill.; cervidi; rinnovazione artificiale; taglio raso

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