Centro Regionale di Castanicoltura: dieci anni di attività in Piemonte

Gabriele Loris Beccaro, Alberto Alma, Igor Boni, Roberto Botta, Marco Bussone, Marco Corgnati, Alberto Ebone, Paolo Gonthier, Guido Locatelli, Eva Malacarne, Maria Gabriella Mellano, Marco Rocca, Valentina Saggese, Roberto Zanuttini

Abstract


Il rilancio e la valorizzazione del settore produttivo del castagno rappresentano l’impegno, ormai decennale, del Centro Regionale di Castanicoltura, istituito nel 2009 (L.R. n. 4/2009 art. 24) a seguito della collaborazione fra Regione Piemonte, Università di Torino, IPLA ed enti locali. Le tematiche trattate riguardano frutto e legno e sono orientate a: tutela del germoplasma castanicolo regionale, miglioramento delle tecniche di propagazione, all’ottimizzazione delle pra-tiche culturali, gestione dei parassiti e delle malattie, nuovi impieghi e possibilità di valorizzazione delle produzioni. Presso la sede di Chiusa Pesio (CN) su una superficie di 3 ettari è presente una collezione in corso di mantenimento e completamento che attualmente è composta da circa 130 cultivar provenienti da diverse regioni italiane nonché Francia, Spagna, Portogallo e Giappone. Il Centro di Castanicoltura, possedendo questo importante conservatorio della biodiversità del castagno, rappresenta un centro di riferimento per le attività di ricerca e sviluppo sulle specie di Castanea. Inoltre, grazie alle attività di extension service (sportello counselling e newsletter) si favoriscono formazione, informazione e divulgazione in un contesto di sempre maggiore comunicazione e sinergia fra ricercatori, tecnici e coltivatori

Keywords


biodiversità; castanicoltura ad alta densità; gestione agronomica sostenibile; Castanetum.

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