I problemi patologici che hanno condizionato in modo radicale il rinnovamento della pioppicoltura nell'ultimo cinquantennio

Gian Pietro Cellerino

Abstract


Dopo una breve esposizione dei condizionamenti indotti dalle malattie sull’evoluzione della coltivazione del pioppo in Italia a partire dalle sue origini e del primo sconvolgimento dovuto alla diffusione di Venturia populina, a cui ha fatto fronte inizialmente l’opera fondamentale di Jacometti, seguita da quella dell’Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura di Casale Monferrato, viene descritta la grave situazione patologica presentatasi con l’introduzione di Marssonina brunnea e vengono indicati gli orientamenti di lotta a breve e lungo termine par salvaguardare il futuro della pioppicoltura industriale. In una situazione ormai consolidatasi ove annualmente le malattie incidono negativamente sulla produzione attesa nell’ordine di circa il 12%, Marssonina brunnea, malgrado la lotta chimica, pesa da sola per più del 12%, con perdite economiche dell’ordine di oltre 14 milioni di euro. Nei confronti di questo micete, contro il quale la difesa chimica trova la sua applicazione pratica, gli studi di lotta diretta proseguono al fine di ridurre le implicazioni negative sia del sottobosco sia delle aree esterne alle formazioni da proteggere.L’attività di miglioramento genetico considera con attenzione la resistenza agli agenti patogeni caratterizzati da alta specificità, come è il caso di Marssonina brunnea, di Venturia Populina, e delle ruggini tra i funghi, del P.M.V., tra i virus e di Phloeomyzus passerini tra gli insetti, nonché di Discosporium populeum e dalle «macchie brune» la cui matrice predisponente, a parte i fattori stazionali e colturali, è anche connessa alle caratteristiche genetiche dell’ospite. Le prime selezioni più promettenti di P. deltoides («Lux» e «Onda») e di P. × euramericana, tra i quali emersero «Luisa Avanzo» e «Cima», ottenuti del Centro di Sperimentazione Agricola e Forestale di Roma, caratterizzati da una produttività nettamente superiore a quella dei pioppi di vecchia introduzione, possedendo una resistenza assai
elevata ai parassiti obbligati più pericolosi, hanno presentato una adattabilità non completa agli ambienti dell’Italia settentrionale, con una predisposizione agli agenti di necrosi corticali e ad alcune fitopatie abiotiche. In considerazione di tali nuovi condizionamenti patologici, è stato dato l’avvio ad un vasto programma di miglioramento genetico diretto a scegliere una serie di genotipi di P. deltoides e di P. nigra raccolti in varie località del territorio nazionale al fine di ottenere, per incrocio, dei genotipi di P. × euramericana promettenti non solo per quanto si riferisce alla produzione e alle caratteristiche colturali e tecnologiche ma anche per la resistenza ai diversi agenti patogeni, ivi comprese le necrosi corticali. Nel programma di «selezione reciproca ricorrente», ove per valutare i genitori si è ricorso al metodo di «polycross» nel caso di femmine di P. deltoides, e a quello di «common tester» nel caso di maschi di P. nigra e ad incroci intraspecifici per i genitori restanti,il contributo dei test per il rilievo precoce della resistenza alla varie malattie
riveste un ruolo fondamentale. L’analisi sulla resistenza, che interessa anche le popolazioni di partenza, è prevista nel corso del miglioramento genetico per i patogeni obbligati, e nella fase di selezione clonale per le malattie di origine abiotica, quali le«macchie brune», il freddo, il vento, per il virus del mosaico del pioppo e per Discosporium populeum nonché per Melampsora larici-populina che, con la comparsa di sue nuove razze, sta rimettendo in discussione gli schemi di miglioramento genetico fin qui perseguiti.

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