Fare selvicoltura oggi: i problemi

Giovanni Hippoliti

Abstract


In Italia dalla metà del secolo scorso il prezzo del legname, in moneta corrente,è aumentato di ca. 12 volte, quello della legna da ardere di 25 volte, quello dei segati di 35 volte; mentre il costo della manodopera è aumentato di 160 volte: 13 volte di più del prezzo del legname, 6 volte di più di quello della legna. Grazie all’impiego di macchine e al miglioramento della viabilità, la produttività dell’uomo nelle utilizzazioni è aumentata, ma soltanto di 3-4, forse 5 volte. Di conseguenza i macchiatici si sono ridotti e in molte fustaie di conifere, sopratutto in quelle di origine artificiale e in tagli a carattere colturale, sono negativi. Mancando lo stimolo economico c’è il rischio che la selvicoltura – la coltivazione attiva del bosco – venga trascurata. La cessazione di questa attività può comportare l’involuzione, il deperimento dei soprassuoli, in particolare dei vecchi rimboschimenti e di quelli molto antropizzati? I selvicultori, in particolare quelli che operano concretamente in bosco, sono invitati a esprimersi a proposito di questi rischi ed a indicare i provvedimenti che ritengono opportuni per evitarli.

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